Una sala operatoria ibrida per le cliniche dell'Università Heinrich Heine di Düsseldorf.
Quanto tempo ci vuole oggi per costruire una sala operatoria? In modo tradizionale quasi un'eternità. Con Cadolto 5 mesi. Impressionante? Lo è ancora di più se si pensa che i locali desiderati devono offrire la più moderna combinazione di tecnica operatoria classica, tecniche di imaging di alto livello e gestione dello spazio orientata al workflow, ovvero se si progetta una sala operatoria ibrida all'avanguardia. Con Cadolto non c'è nessun problema.
Tra l'inizio di marzo 2016 e la metà di luglio 2016 è sorta così una struttura innovativa modulare equipaggiata con la più moderna tecnologia operatoria ibrida. Il nuovo edificio eretto nel centro esistente per la medicina operatoria è distribuito su 5 moduli, con una superficie lorda di pavimento di 270 m². Solo la sala operatoria offre adesso 90 m² di spazio in più per medici e pazienti. Naturalmente non sono stati trascurati i locali accessori necessari: nei moduli hanno trovato posto anche la sala ricoveri e dimissioni, la sala comando, il magazzino sterile, il locale per angiografia e il corridoio per il passaggio all'edificio esistente.
La sfida principale del progetto è stata la realizzazione della tecnologia medicale. In particolare, l'apparecchiatura per angiografica fissata al soffitto richiedeva una struttura estremamente precisa, stabile e molto rigida. E soprattutto uno speciale soffitto per carichi pesanti. Inoltre, tutta la sala operatoria è autoportante per un'area di oltre 8,5 m x 11,00 m e deve essere altamente resistente alla torsione, anche in presenza di carichi pesanti. Un altro fiore all'occhiello del progetto è il pavimento della sala operatoria, sviluppata appositamente da Cadolto in collaborazione con LEICA e altri costruttori leader nel settore della tecnologia medicale, che permette di lavorare con la massima sensibilità alle vibrazioni. Per quanto riguarda il condizionamento dell'aria, i nostri impianti sono conformi ai requisiti della classe 1b. La costruzione è stata inoltre rifinita con pareti lisce, in parte con rivestimento per clean room, facciata esterna con isolamento termico a cappotto (WDVS), finestre in alluminio anodizzato e porte automatiche in acciaio inox per centri operatori. Proprio tutto ciò che fa di un modulo una sala operatoria ad alte prestazioni.
Di innovativo non c'è solo la tecnologia nella nuova sala operatoria, ma anche il tipo di costruzione L'intero edificio di nuova costruzione è stato infatti collegato direttamente al blocco operatorio esistente al secondo piano per creare un'unica unità.
A tale scopo sono state prima rimosse le facciate. Poiché le fondamenta erano percorse per tutta la lunghezza dalle tubazioni di alimentazione e di scarico esistenti, si è dovuto tenere conto di questo aspetto nella progettazione. È sorta così una costruzione con un basamento per le installazioni tecniche sottile ma alto circa 7,50 m, sopra il quale è stato posizionato a sbalzo il blocco operatorio.
Un progetto impegnativo: proprio come quelli che piacciono a noi, che permettono ai committenti di beneficiare della nostra velocità, competenza ed esperienza.
Naturalmente non ci siamo occupati solo delle opere edili e di tutta la domotecnica, ma abbiamo partecipato anche alle fasi di progettazione con l'ideazione degli impianti per la domotecnica, alla progettazione edile ed esecutiva dell'opera, alle valutazioni di statica e alle necessarie prove di fisica delle costruzioni. Il risultato? Un'altra costruzione modulare completa di successo.
